Comprendere la pittura di Jessica Steri è comprendere che il mondo è fatto non solo di concretezza ma anche di sogni, di visioni, di astrazione. Treni, tralicci, alberi e strade che si perdono nel nulla, quasi un deserto mentale fatto di piccole oasi che colmano il vuoto circostante e circoscritto nel mistero.
Dunque un paesaggio contemporaneo, soprattutto per i contenuti intrinseci, quello colto da Jessica, svuotato di ogni superflua intrusione dell'iride, essenzializzato, depurato da ogni inutile orpello. La pupilla non può essere distratta ma anzi diretta a raccogliere l'emozione ovvero il solo dato che alla Steri interessa realmente rappresentare e far percepire. Pochi alberi una strada, il silenzio domina la visione non completamente definita, ci turba e ci affascina al contempo, un treno un traliccio si lasciano intuire in lontananza, pare di percepirne l'eco, ma sono avvolti come fantasmi in un'atmosfera mistica, quasi miraggi, che attraggono a tal punto da prendere il soppravvento nel dipinto creando un senso di panico, emozionale ma anche un moto metafisico dettato dall'immobilità apparente dell'istantanea. Ella esplora il mondo visibile il mondo dei colori e della natura, per esaltarne la parte più incorporea e mentale, coniando per ogni opera il giusto grado di approccio emotivo ed emozionale.
Jessica Steri nasce in un'isola a sud-ovest della Sardegna ma da diversi anni vive e lavora a Ferrara. Ha presentato diverse mostre personali in varie città d'Italia e in diverse fiere d'arte contemporanea.

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